Cisv memories, un campo può cambiare la vita: il Cisv di Elisa Briga

Elisa Briga racconta l’impatto che il CISV ha avuto sulla sua vita. Elisa è stata partecipante, membro del Junior Branch, co leader, staff, responsabile di campi, membro del Consiglio Nazionale e poi presidente di CISV Italia.

Sono entrata a far parte di CISV nella sezione di Gorizia nel 1997, quando ero in prima media, grazie al passaparola di alcuni compagni di classe, insieme a un gruppo di bambini che sono ancora oggi miei amici. Venivamo da un paesino della provincia di Udine. Entrare nell’associazione mi ha permesso fin da subito di conoscere altri ragazzi e adolescenti di tutto il Friuli Venezia Giulia, di altre regioni d’Italia e di altre nazioni.

CISV, amore a prima vista

Per me il CISV è stato amore a prima vista, nel senso che si è inserito perfettamente nel modo in cui ero stata educata fino a quel momento. Nella mia famiglia era già presente un approccio verso le esperienze interculturali, dal momento che i miei nonni avevano ospitato una ragazza straniera per uno scambio culturale (tramite l’associazione Intercultura) negli anni ’70.

Quindi nel mio caso il CISV si è sicuramente innestato in un terreno fertile.

La prima esperienza CISV: il Villaggio a Firenze

Il mio primo campo è stato il Villaggio in Italia nel 1997, in seguito ho partecipato all’Interchange (un programma di scambio non più presente in CISV).

Io non parlavo inglese, quindi c’era un grosso problema di comunicazione, ma nonostante questo divenni molto amica delle bambine giapponesi. Anche loro non parlavano inglese, ci scambiavamo i manga (i fumetti giapponesi) che loro collezionavano. Eravamo molto diverse, ma la connessione con queste bambine così differenti da me fu fortissima. Condividevamo il fatto che non parlavamo la stessa lingua, ma nonostante questo trascorrevamo tutto il tempo insieme.

La comunicazione avveniva attraverso il gioco, l’ammirazione e la curiosità.

Il grande bagaglio che porto con me grazie alle esperienze CISV è principalmente il significato di amicizia. All’interno dell’associazione si costruiscono legami profondi e duraturi, si condividono con i coetanei momenti emotivi e  tematiche importanti.

CISV memories Elisa Briga

Il gruppo dei partecipanti al Villaggio CISV di Firenze nel 1997 

Il Junior Branch di Elisa

Il Junior Branch per me è stata una svolta. Nonostante io non abbia partecipato a molti programmi tra i 16 e i 18 anni, sono rimasta sempre molto attiva tramite il JB. Il Junior Branch mi dava questa grande motivazione: un gruppo di persone che credono negli stessi valori e insieme possono fare la differenza. Il JB mi ha trasmesso questo senso di empowerment, cioè la possibilità di raggiungere un obiettivo. I giovani nel CISV hanno uno spazio per pensare e realizzare progetti con persone con le quali condividono degli ideali e con le quali imparare  a lavorare insieme. Ho anche avuto modo di conoscere persone molto diverse da me non solo dal punto di vista interculturale ma anche dal punto di vista generazionale e di cultura locale. Un aspetto eccezionale proprio della nostra associazione è questa grande attenzione verso le capacità dei giovani, in uno scambio proficuo e di grande rispetto con gli adulti . Vedere come anche i genitori sono coinvolti nel volontariato e  partecipano insieme ai figli, secondo me è una grandissima meraviglia nel CISV.

Lavoro nel settore delle politiche giovanili internazionali da molto tempo e trovo che l’impatto sui più giovani  sia la grande unicità di CISV, cioè il modo in cui porta giovani e adulti a lavorare insieme lasciando che siano i giovani a essere protagonisti  Questo senso dell’amicizia e questo ruolo dei giovani ha ispirato la mia crescita professionale. Da una parte ho avuto la possibilità di sviluppare le capacità di leadership molto presto attraverso il Junior Branch, di acquisire sicurezza in me stessa, di imparare a ragionare su una progettualità di lungo periodo per ottenere un risultato, l’idea di poter cambiare le cose insieme agli altri. Inoltre nel ruolo di segretaria di sezione e organizzando i campi ho acquisito tutta una serie di competenze organizzative utili nella mia vita fuori dall’associazione.

CISV e conflict resolution

Tutte le attività CISV educano alla democrazia e alla cittadinanza attiva: le decisioni sono collegiali, si impara il valore della responsabilità personale e collettiva. Soprattutto a partire dai 14 anni i ragazzi organizzano in autonomia le attività, se queste non funzionano, si cambia qualcosa. Si insegna che per governare o essere dei leader bisogna ascoltare, cambiare, rivedere, pensare al bene della collettività, prendere le decisioni assieme.

E’ questa la base della conflict resolution sia a livello personale sia a livello di comunità, che porta a delle società democratiche che votano dei leader democratici.

Ascoltare ed essere curiosi

Mi sento di dare un consiglio a chi affronta un’esperienza CISV per la prima volta ed è un  consiglio valido per i bambini del Villaggio ma anche per i ragazzi più grandi del Junior Branch:  ascoltare ed essere curiosi. Sfruttare la grande opportunità di ascoltare e scoprire l’altro, andare in profondità, al di là delle difficoltà linguistiche. Le attività CISV permettono proprio questo, cioè di conoscere gli altri e la loro cultura oltre la superficie. Occhi aperti, orecchie aperte e tanta curiosità, auguro questo ai ragazzi che partono per un campo CISV.

Una  frase che mi ha sempre commosso e mi emoziona ancora oggi è la frase dell’inno CISV:

“Stamp the present with an act” : ce la possiamo fare, stiamo cambiando le cose.

CISV memories Elisa Briga

Da sinistra: Interchange Gorizia-Skien (Norvegia)1998, Interchange Gorizia-Algeria 1999, Villaggio Kristiansand (Norvegia) 2007 (leader)