Cisv memories, un campo può cambiare la vita: Villaggio Splash ‘85, Manila

Neri Calamai, socio della sezione di Firenze, racconta l’impatto che il suo CISV Village ha avuto sulla sua vita.

Nel 1985 sono partito per il mio primo campo, il Villaggio Splash ‘85, a Manila.

Le emozioni che porto nel cuore sono tantissime. La maggior parte belle, ci vorrebbero ore a raccontarle tutte. Ma se devo dire la cosa più importante è che a 11 anni mi sono sentito libero di conoscermi, libero dal giudizio degli altri, di ascoltarmi. Libero di essere me stesso.

CISV memories un campo cambia la vita. Villaggio Splash 1985 Manila

Foto di gruppo dei partecipanti al Villaggio Splash del 1985 a Manila

Il Village è un campo internazionale. Entrare in connessione con persone provenienti da diversi paesi del mondo è stato utile a capire che sotto culture e paesi diversi, la dimensione affettiva, in realtà, è uguale per tutti.

CISV ha avuto un impatto fondamentale sulla mia vita e sul mio modo di vedere il mondo.

Ancora oggi quello che sono lo devo all’aver imparato a rimanere empatico anche in condizioni scomode.  Questo perchè il Villaggio dura diverse settimane, ero davvero lontano da casa e le comunicazioni con la famiglia erano assenti (nel 1985 non era ancora diffuso il fax, c’era solo il telex). Dei momenti di nostalgia ovviamente ci sono stati, anche perchè mi toccarono 3 giorni di isolamento per la congiuntivite.

L’anno dopo partecipai a un Interchange (un programma di scambio non più presente in CISV) in Germania Ovest, a Berlino. In treno attraversammo tutta la Germania Est, tra filo spinato e guardie armate. Fu bello imparare a rimanere concentrati sull’ottimismo della vita (che quell’anno si chiamava Imke).

Pensando all’esperienza CISV non mi viene in mene una frase che mi guida ancora oggi.

Ma mi viene da cantare “I love my monito” 🙂

“I love my Monito/Monita, yes I do!”

“I love my Monito/Monita, yes I do!”

“I love my Monito/Monita, but I won’t tell you!”

CISV memories un campo cambia la vita. delegazione villaggio splash manila 1985/2026

Questa foto è stata scattata al Raduno di Primavera del 1985 a Castrocaro. Ritrae la delegazione con la quale di lì a poco sarei partito per il Villaggio di Manila. La delegazione era composta da me, Isacco Berni, Simona Sorbello e Ilaria Danti. La leader è Annalisa Galli. A destra, eccoci qua, quarantuno anni dopo, nel 2026.

Per saperne di più

“Monito Monita” si riferisce alla tradizione filippina del “Secret Santa” (o “Amico Invisibile”).

Nelle attività CISV, i partecipanti estraggono a sorte un “Monito” (se maschio) o una “Monita” (se femmina) a cui fare piccoli regali o atti di gentilezza segreti durante il campo. La canzone viene solitamente cantata prima della rivelazione finale o durante lo scambio dei regali.

All’interno dei programmi CISV  il gioco del Monito Monita è uno strumento fondamentale per:

  • Costruire legami: Incoraggia i ragazzi a prestare attenzione a qualcuno che potrebbero non conoscere ancora bene.
  • Sviluppare l’empatia: I “regali” sono spesso fatti a mano, lettere o piccoli gesti gentili, enfatizzando il valore del pensiero rispetto all’oggetto materiale.
  • Atmosfera di comunità: La rivelazione finale è uno dei momenti più emozionanti e gioiosi del campo