Affresco del Clima, il metodo per comprendere la crisi climatica

L’ Affresco del Clima è il metodo per comprendere a fondo la crisi climatica.

Fin da quando ho memoria, ho sempre sentito parlare della crisi climatica: alle elementari, con il famoso buco dell’ozono, poi alle medie, quando ho seguito lezioni di scienze sull’effetto serra, fino poi a quando ho iniziato il liceo, poco prima che iniziassero le manifestazioni di Fridays For Future. Anche oggi, anni dopo il diploma, le discussioni sull’argomento non sono mai assenti.

Forse è proprio questo a darci l’idea di essere ben informati sull’argomento. Pensiamo di saperne abbastanza, ma, almeno per molti di noi, questa convinzione crolla un po’ non appena ci troviamo davanti alla miriade di dati e fatti catastrofici.

Affresco del Clima e crisi climatica

Per poter iniziare a pensare a una qualche soluzione alla crisi climatica, la prima cosa da fare è capirla a fondo. Proprio per questo, alcuni di noi della sezione di Firenze, il 21 febbraio, hanno partecipato a uno dei laboratori di Climate Fresk, una NGO fondata nel dicembre 2018 per accelerare la diffusione del metodo Affresco.

La loro mission è diffondere e velocizzare la comprensione generale di quella che è la crisi climatica a livello globale, affinché ci si possa muovere al più presto verso i necessari cambiamenti per la preservazione della vita sul pianeta.

Il metodo: approccio formativo tra pari e partecipazione attiva

In vero stile “attività CISV”, anche i loro laboratori hanno un approccio non frontale o didascalico, ma basato sulla partecipazione attiva di tutte le componenti, senza paura di sbagliare, per incentivare l’interesse e la comprensione e poter poi riproporre queste attività.

Condividiamo anche un’idea di peer education, senza avere sempre esperti che possano tenere una lezione o una conferenza. L’informazione viene passata e condivisa tra pari, in modo semplice e accessibile a tutti. Non è necessario essere un perito per comprendere che questa tematica è all’ordine del giorno e per informarsi e informare a riguardo.

Il laboratorio mette alla prova i partecipanti, chiedendo di individuare cause e conseguenze e di collegarle e incrociarle fra loro, attraverso una serie di carte che vengono presentate via via. Con questo metodo, viene offerta una visione sia dei particolari che dell’insieme, che è molto importante.

 

climate fresk logoInfatti, capita alle volte di essere così focalizzati su un singolo aspetto, al punto di dimenticarsi di tutto il resto. Ma la crisi climatica non può essere combattuta solo nei dettagli; è fondamentale quindi avere un piano generale e multidisciplinare, ottenibile solo allontanandoci dal muro e guardandolo da un nuovo punto di vista.

Non è poi banale la scoperta che non siamo tutti affetti dalla crisi climatica in pari misura, nonostante viviamo tutti sullo stesso pianeta. È essenziale imparare e ricordare l’aspetto di intersezionalità del problema, perché molto spesso chi ne subisce le conseguenze più pesanti non sono le persone più privilegiate.

Una rete di  conoscenza collettiva

Un altro aspetto affrontato nel laboratorio è stato quello emotivo: non è raro sentirsi sommersi dalle informazioni e dalle brutte notizie, sia dalla cronaca giornaliera che dai vari articoli e studi.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che questa è la nostra forza: è importante essere spaventati e arrabbiati, perché è questo che ci spingerà, tra le varie cose, a chiedere un cambiamento, una presa d’azione.

Per quanto la mole di informazioni che riceviamo sia grande, è importante non lasciarci sopraffare dal sentimento di impotenza. Come collettività abbiamo un potere ed è importante esercitarlo, facendo educazione e pressione.

Come spiegano anche i facilitatori dell’attività, è importante prendere consapevolezza delle svariate sfaccettature del problema, che sono tante e, spesso, molto insidiose. Risulta quindi cardinale la creazione di una rete di persone che si prestino alla diffusione dell’Affresco, per sollecitare sempre più in fretta la creazione di una conoscenza collettiva.

I numeri del movimento

Infatti, basta poco per creare una crescita esponenziale del movimento, che già offre attività e laboratori a livello globale, in 45 lingue e 170 paesi, con più di 100’000 facilitatori formati e 2,3 milioni di partecipanti ai laboratori.

È bene ricordare che il nostro pianeta è resistente, ma che la partecipazione di tutti noi è fondamentale per preservarne la vita e la biodiversità, a beneficio di ciascuno di noi, sia nel singolo che nella collettività.

Come Climate Fresk, ci sono tantissime altre organizzazioni e associazioni che si impegnano nella lotta alla crisi climatica. Noi, come soci di CISV e cittadini globali attivi, non possiamo fare altro che unirci a tutti loro, per questa causa che è comune a oltre 8 miliardi di persone (e non solo).

Siamo fiduciosi quindi di poter continuare questo percorso nei prossimi mesi, sia localmente a Firenze, sia fuori, con la speranza di avere la possibilità di condividerlo con le altre sezioni italiane.

Questo [l’affresco] all’aria si purga, e dall’acqua si difende, e regge di continuo a ogni percossa. Ma bisogna guardarsi di non avere a ritoccarlo co’ colori che abbino colla di carnicci, o rosso d’uovo o gomma o draganti, come fanno molti pittori; perché, oltra che il muro non fa il suo corso di mostrare la chiarezza, vengono i colori apannati da quello ritoccar di sopra, e con poco spazio di tempo diventano neri. Giorgio Vasari – Le vite de’ piu eccellenti pittori, scultori, et architettori, Capitolo 19

 

Lara Basegni